Documento su piano strutturale

Con l’avvicinarsi del voto in Consiglio Comunale sul nuovo Piano Strutturale il Segretario, la Segreteria e la Direzione del Partito Democratico ritengono indispensabile presentare all’Assemblea degli iscritti la situazione in merito allo stato fatti.

Innanzi tutto dobbiamo ricordare che la città attende un nuovo Piano sin dal giugno del 2006 quando questa amministrazione, uscita vincitrice dalle elezioni, decise di abbandonare quello precedente.

Questo grave comportamento della destra non tenne affatto conto delle vere esigenze della città e dei nostri suggerimenti e con arroganza decise di intraprendere l’irresponsabile strada di rifare ex novo un Piano Strutturale.

A fronte delle nostre preoccupazioni l’attuale amministrazione ci garantì che in massimo 7/8 mesi avrebbe redatto un nuovo strumento urbanistico. Quando però nell’aprile 2007, dopo mesi di silenziosa attesa, chiedemmo di nuovo dettagli sulla situazione dei lavori, ci fu finalmente  risposto in modo approssimativo che il Piano era ancora in fase di definizione e che le sanzioni per non averlo approvato nei termini previsti sarebbero state solo provvisorie. Bene, lo stato sanzionatorio che impedisce a Sansepolcro qualunque forma di concessione edificatoria perdura tutt’oggi a distanza di ben 3 anni!

Per parte nostra ritenevamo che l’interesse della città sarebbe stato tutelato adottando il vecchio Piano con le osservazioni della provincia; ciò infatti ci avrebbe permesso di  entrare nella crisi economica occupazionale che si stava delineando, con maggiore serenità e  chiarezza; invece, solo per l’arroganza del centro destra,la città ha dovuto subire ulteriori 4 anni di fermo.

Questo per ribadire a chiare lettere che lo stato in cui oggi versa il comparto urbanistico è figlio unicamente della incapacità di amministrare di un centro destra cittadino litigioso e inconcludente; non è possibile quindi addebitare a nessuno, tanto meno a coloro che hanno precedentemente amministrato la città o alle istituzioni provincia e regione, le mancate scelte di chi è salito al governo di Sansepolcro  nel giugno 2006. Per inciso dobbiamo anche ricordare che nel frattempo comuni limitrofi, umbri e toscani, quali per esempio Anghiari e San Giustino umbro, hanno approvato i loro piani deviando progetti di sviluppo dalla nostra città!!

Gli anni che sono seguiti hanno dimostrato che questa maggioranza non ha saputo costruire un nuovo Piano condividendolo con nessuno; infatti nè la città, partecipe unicamente con incontri svolti alle ore più impensabili della giornata e quindi quasi sempre  deserti, ne il consiglio comunale hanno potuto dire la propria idea su un tema tanto importante per Sansepolcro.

Fatto sta che solo dopo nostre reiterate richieste, la scorsa primavera, come un fulmine a ciel sereno, un giorno è approdato in consiglio il Piano, non però per discuterlo ma solo per approvarlo a scatola chiusa. A questo punto ciò che appariva di fronte a noi, sia nel metodo che nel merito, non era affatto un Piano per lo sviluppo ma un mero strumento burocratico e per questo abbiamo votato contro la sua approvazione.

Con molta amarezza abbiamo dovuto costatare con il passare dei mesi quello che fin da subito avevamo ipotizzato: questo Piano non era stato affatto condiviso e lo dimostravano le 430 osservazioni consegnate all’ufficio con gli innumerevoli quesiti contenuti in esse che portava le obiezioni al Piano a superare addirittura il migliaio.

Ciò nonostante il nostro atteggiamento non è mai stato pregiudiziale, ma nell’interesse della città, serio e responsabile. Appare quindi fuori luogo, per lo meno per quanto ci riguarda, l’appello più volte espresso alla responsabilità da parte di una maggioranza sorda a qualunque nostra richiesta di interloquire.

Serietà non può però mai significare accondiscendenza, specie quando sono in gioco il futuro e lo sviluppo della nostra città. Per fare chiarezza è doveroso quindi ricordare che il nostro voto contrario al Piano non solo riguarda il metodo, arrogante e impositivo tenuto dal centro destra nei nostri confronti e nei riguardi della città,  ma anche e soprattutto il merito fortemente deficitario rappresentato bene della 430 osservazioni di cittadini e istituzioni. Per questo riteniamo sia indispensabile, a mero titolo esemplificativo, elencare alcune motivazioni di netto contrasto a questo Piano che a più riprese sono emerse anche nelle tante osservazioni depositate.

1) Mancano le infrastrutture (strade e ferrovia)

La nostra domanda è: Quale Piano strutturale è mai stato fatto a prescindere dalle infrastrutture? Quale ne  è la logica?

In questi giorni torna ricorrente il dibattito su alcuni argomenti che noi denunciavamo da tempo: quale ipotesi di collegamento viario con la E78, sempre più vicina alla sua realizzazione grazie all’opera svolta dalla provincia di arezzo, è stata prevista nel nostro Piano per non rimanere isolati? Quale tracciato si ipotizza per una ferrovia (Sansepolcro-Arezzo) sempre più importante sia per i cittadini che per il trasporto merci? quale serio collegamento si pensa di fare con la vicina Umbria? E per quanto riguarda il famigerato secondo ponte sul Tevere, indubbiamente indispensabile, è davvero ipotizzabile una sua costruzione slegata da un attento studio delle attuali problematiche della viabilità e che prescinda da una programmazione coordinata con i comuni limitrofi ? E sconcertante che un’amministrazione progetti un secondo ponte sul Tevere improvvisato senza tenere conto della ricaduta sulla viabilità e vivibilità delle nostre frazioni.

Occorrerà riflettere se tutte le osservazioni di carattere generale riportano queste riflessioni oppure si intende andare avanti senza ascoltare nessuno? Pensiamo davvero che una ferrovia lasciata come ora, magari improvvisata “metropolitana leggera”, possa risolvere questi problemi? Ricordiamo a tutti che pochi mesi fa è stato siglato un accordo stato Regione Toscana che prevedeva l’inserimento del tracciato ferroviario nel Piano delle opere pubbliche nazionali.  Quale progetto hanno in mente per il nostro futuro in un settore tanto delicato quale quello delle infrastrutture? Quello utile ai cittadini e ripreso di recente anche dai nostri parlamentari PD e dalle due province o quale altro? Alle imprese e quindi ai lavoratori si debbono delle risposte serie.

Perché ipotizzare di costruire il Ponte con un Project  che “vende” un bene importante quale il Poggio alla Fame e i suoi terreni, destinato invece per legge regionale a funzione sociale (bene ex ECA)?

2) Problema del sociale.

E’ del tutto assente una risposta degna di tale nome alle nuove problematiche sociali emergenti, e pensiamo per esempio alla casa per le giovani coppie, magari con un lavoro precario o in cassa integrazione e per questo difficilmente in grado di accedere al credito bancario, o alle persone anziane che possono ancora essere una risorsa per la nostra società. Quali risposte sono presenti in questo Piano per tali delicati temi? E’ stata pensata una localizzazione di un nuovo centro di aggregazione sociale? Sono state pensate case di edilizia popolare di pregio per le giovani coppie? Assolutamente no!

3) Collina.

Come si pu’ pensare di rispondere alle problematiche sociali inserendo nel Piano le costruzioni in collina? Quella collina di Piero della Francesca, tanto declamata, non può essere oggetto di aggressione per poche villette che non danno certamente risposte alla moltitudine. Da quando la costruzione di abitazioni di pregio per pochi fortunati è diventata prioritaria rispetto alla prevenzione del un dissesto idrogeologico? L’esperienza di Messina, dovrebbe indicare che nessuno può ipotecare negativamente il futuro nostro e dei nostri nipoti.

4) Zona industriale

Perché nel Piano non è stato affrontata la necessaria conversione delle due zone artigianali ormai lontane dalle arterie per sviluppare un’unica zona, quella di Santa Fiora Gricignano, dotandola non solo di infrastrutture ma anche di alte tecnologie (banda larga) e servizi (per esempio una caserma dei vigili del fuoco o finalmente  l’acqua per gli anelli antincendio delle imprese?).

5) Sviluppo nord sud della città

Quale idea pervade questi amministratori di centro destra quando propongono di allungare la città verso nord rendendo impossibile i servizi, anche minimali, alle nuove costruzioni? Una visione non organica né razionale rende impossibile offrire urbanizzazioni serie e in linea con gli standard necessari; come e a quale costo rendere fruibili strade, fognature e illuminazione a case sparse e prive di ipotesi di ricongiungimento con la città odierna?

6) Indeterminatezza dello sviluppo.

A colorare ancora più e meglio quanto sosteniamo da sempre vi è che questo Piano non delimita la zona costruibile da quella che costruibile non è rimandando sempre al Regolamento urbanistico le problematiche. Si tratta di un Piano illimitato oppure è un Piano elettoralistico che vorrebbe accontentare tutti, scontentando invece la città? quando i nostri amministratori utilizzano questi piccoli escamotage abbiamo il dovere di ricordare ai cittadini che una mancata risposta seria oggi non significa affatto una possibile risposta positiva domani ,anzi al contrario implica quasi  certamente una impossibilità di rispondere anche per il prossimo futuro. Perché illudere i nostri concittadini? Forse perché le elezioni si stanno avvicinando più velocemente di quanto si immaginava?

Noi non siamo mai stati contro lo sviluppo di Sansepolcro, ma contro l’improvvisazione maldestra e priva di senso.

7) Scuola.

La nuova scuola tante volte declamata dove troverà la sua collocazione vera? Si costruirà davvero, essendo che i soldi necessari non esistono e il luogo appare sempre più improvvisato, oppure torneremo a mandare i bambini a S. chiara dove più volte è stato detto che non era più sicuro portarli? e nel frattempo continueremo a spendere circa € 200.000 all’anno di affitto in un  centro commerciale inadatto e improvvisato per le scuole?

Contratto di quartiere II

Il contratto di quartiere II che avrebbe portato 10 milioni di euro che fine ha fatto? Forse, se oggi avessimo dato il via a questo importante strumento di riqualificazione che l’amministrazione precedente aveva fortemente richiesto e ottenuto per Sansepolcro, l’economia non languirebbe tanto…

9) Riqualificazione urbana della città

Quale nuovo programma di riqualificazione urbana è stato messo a punto da questa amministrazione per rilanciare davvero il centro storico? E per le frazioni, quale soluzione è stata pensata? Nessuna.

Mentre comuni a noi vicini quali Arezzo e Città di Castello aiutano la propria economia con sostanziosi investimenti sia in arredo urbano che in viabilità, Sansepolcro continua a rimanere immobile da anni.

E allora che fare di fonte a tanta incapacità e arroganza?

Il Partito Democratico di Sansepolcro, dopo aver affrontato in commissione urbanistica le tante osservazioni con serietà e responsabilità indubbiamente superiori a quelle della maggioranza stessa, si rifiuta di accettare questo inutile Piano Strutturale che altro non è che un mero strumento pre-elettorale progettato da una Giunta che ha svuotato di qualsiasi dignità i veri problemi della città.

Di fronte al disagio creatosi dalla scelta ottusa e gravemente irresponsabile dell’ amministrazione di centro destra di rigettare totalmente il precedente Piano Strutturale immobilizzando la città, il Partito Democratico sente il dovere di porsi con chiarezza di fronte ai propri elettori e cittadini, garantendo che affronterà in Consiglio Comunale tutte le osservazioni con obiettività e senza preclusione ideologica. Sarà chiaro inoltre, che l’attuale documento urbanistico, pur se largamente insufficiente allo sviluppo della città, sarà comunque il punto di partenza del programma elettorale in cui si apporteranno tutte le necessarie modifiche ed integrazioni frutto della concertazione con le varie realtà socio economiche della città e con le istituzioni provinciali. In questo modo eviteremo ulteriori dannose perdite di tempo e finalmente Sansepolcro potrà contare su un vero strumento di progresso.

PD Sansepolcro 24 Maggio 2010

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