“Un partito senza correnti, disposto a dialogare con la città”

michele1.jpgPrime dichiarazioni di Michele Boncompagni da segretario del Partito Democratico di Sansepolcro

SANSEPOLCRO – “Creare un partito non caratterizzato da correnti, ma che sappia amalgamare le persone e le idee che queste esprimono. Un partito di donne e uomini, giovani e meno, che portino qui il loro contributo di proposte ed esperienze: lo dobbiamo ai 451 iscritti che hanno creduto nel nostro progetto e che hanno dimostrato nei fatti come il nuovo soggetto politico non sia la semplice “somma” di Ds e Margherita, ma molto di più, ossia un partito di massa che vuole dialogare con la città”. Sono le prime dichiarazioni di Michele Boncompagni, 35 anni (nella foto), da segretario del Partito Democratico di Sansepolcro che dà ora inizio la fase operativa vera e propria, tanto più che il 13 e 14 aprile si andrà a votare per le politiche. “Non dimentichiamo le forti radici del passato – dichiara Boncompagni – così come i temi tanto cari della nostra storia: lavoro, solidarietà, impegno politico, sviluppo compatibile con l’ambiente e difesa dei più deboli. La crisi del governo nazionale non ci aiuta in questo compito, ma il metodo nuovo adottato da Walter Veltroni e l’entusiasmo che trasmette debbono fungere da eccezionale stimolo. L’Italia si attende da noi un preciso messaggio: poche linee, ma chiare e condivise sul serio”. E in ambito locale? “Intanto, la scelta di puntare su tre giovani coordinatori è un passo in avanti nell’ottica di quella discontinuità con il passato alla quale alludevo sopra. Poi però siamo di fronte a una città che vuole risposte importanti; i giovani pensano giustamente al loro futuro e quindi dobbiamo decidere assieme quale tipo di sviluppo dare a Sansepolcro: solo agricolo, oppure industriale, artigianale, turistico o – come ritengo personalmente più opportuno – una sintesi di tutti i comparti? Gli anziani, invece, attendono risposte sia in campo sanitario che anche e soprattutto sociale, inteso come capacità di aggregazione e quindi, in ultima analisi, come qualità della vita. Per tutti debbono infine essere garantiti i servizi essenziali (acqua, rifiuti e appunto sanità) con costi equi e con soluzioni vere; ci interessa il confronto continuo con i cittadini e grande spazio verrà lasciato a chi al nostro interno ha voglia di lavorare”.

12 Febbraio 2008

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