Non vorremmo che questa amministrazione comunale, e le forze politiche che ancora la sostengono, fossero prese da troppo entusiasmo derivante dall’auto convincimento di ben operare.
In questi giorni appaiono infatti articoli di giornale nei quali si sostiene che la Giunta guidata dal Sindaco Polcri è riuscita ad “approvare” il nuovo Piano strutturale.
Ricordiamo a tutti che i tempi per adottare un Piano non sono quelli che servono per aprire le consultazioni con la città. Oggi, finalmente!, a due anni di distanza dall’insediamento della giunta Polcri, assistiamo all’inizio della fase di concertazione con il territorio; da questo ad “immaginare” di essere in grado di approvare il Piano, e magari il definitivo Regolamento urbanistico attuativo, dovrà passare molto tempo. Non è pensabile rovesciare la responsabilità di tale scivolamento di tempi nè sul Consiglio comunale, nè sulla nostra forza politica, che proprio per il senso di responsabilità che la contraddistingue, ha sempre operato, su temi di tale delicatezza ed importanza, con responsabilità e attaccamento al nostro territorio. Il nostro ruolo, non appena c’è ne sarà dato occasione di dimostrarlo nelle sedi istituzionali opportune, sarà quello che da sempre ci contraddistingue: serietà e capacità di operare sempre nell’interesse collettivo dell’intera città!
Ma, a parte queste riflessioni dovute, ad oggi appare del tutto evidente che, a parte l’adeguamento del Piano al PIT e al PTCP, termini che indicano i Piani regionali e provinciali, e alla L.R.1, atti questi dovuti per legge, brilla la totale assenza di un progetto di sviluppo di cui questa amministrazione voglia caratterizzare la nostra città e di cui c’è effettivamente bisogno. I cittadini, le imprese le associazioni di categoria attendono ancora di sapere, dopo questo lungo tempo di riflessione, se questa giunta intenda sviluppare o meno alcuni settori produttivi (industriali, artigianali, agricoli,commerciali..), se intenda o meno rilanciare, e non solo a parole, il nostro bellissimo centro storico, se intenda riqualificare alcune frazioni importanti del nostro comune. I cittadini sono preoccupati di tali ritardi derivanti in larga parte da inconcludenza politico amministrativa. Inoltre, il grido di allarme lanciato nelle scorse settimane da alcuni imprenditori relativo alla crisi di alcuni comparti lavorativi, non trova nelle scelte di questa amministrazione alcuna risposta seria e immediata. Una economia non può attendere così a lungo risposte alle proprie esigenze, pena il rischio dell’abbandono di un territorio.
Queste sono le domande che attendono risposta da circa due anni e che, alla prova dei fatti, temiamo non riescano a trovare soluzioni concrete dall’operato di questa giunta.
Partito Democratico SANSEPOLCRO Via Agio Torto 33, Tel. 0575.741874
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Archivio per Agosto 2008
Auto-convincimento e piano strutturale
Agosto 2, 2008Il Partito Democratico e la difesa dei diritti del mondo del lavoro
Agosto 1, 2008Si è svolta a Sansepolcro lunedì scorso 28 luglio 2008 l’iniziativa politica promossa dal PD biturgense in collaborazione con la Federazione PD di Arezzo, dal titolo “ Il Partito Democratico e la difesa dei diritti del mondo del lavoro”. L’incontro si è svolto nella gremita sala Goretti della Comunità Montana Valtiberina Toscana e ha visto la partecipazione di Cesare Damiano, ex ministro del lavoro e della previdenza sociale e attuale capogruppo PD e membro della XI commissione lavoro. Ha aperto i lavori Michele Boncompagni, segretario del PD di Sansepolcro, e al suo intervento sono seguiti quelli di Alessandra Dori, assessore alla formazione, lavoro, pari opportunità, politiche giovanili della provincia di Arezzo, Claudio Bianconi, segretario provinciale Flai- Cgil, Giusy Angheloni dell’ Rsu Buitoni, On. Valter Verini , membro della direzione nazionale PD e l’on. aretina Donella Mattesini della commissione lavoro della Camera dei Deputati. L’ex ministro Damiano prima di intervenire all’incontro ha fatto visita al museo civico, dove si è intrattenuto con il sindaco Polcri e alcuni consiglieri del PD e poi alla mostra “Colìn e Micheli” a palazzo Pichi Sforza. “Ero già stato a Sansepolcro ma questa visita rinfresca la memoria e conferma che si tratta di un luogo magico. Ho poi avuto modo di accostare l’arte di un tempo e l’arte contemporanea e queste due anime che si collegano, dando ancora più fascino a questa bellissima città” ci ha detto prima di affrontare i duri temi politici all’ordine del giorno dell’incontro. “A me pare che il momento che il nostro paese sta vivendo in merito al tema dei diritti del lavoro non sia molto propizio. Tanto loro sono capaci di propagandare il nulla, tanto noi siamo stati incapaci di far sapere quello che abbiamo fatto su questi temi. Stando ai contenuti concreti si può dire che questo governo sta mettendo mano ad una serie di tutele che noi avevamo introdotto a difesa soprattutto del lavoro precario, nel senso di combatterlo e contro il lavoro nero. Noi forze politiche e sociali ci accorgiamo che è tramontato il dialogo, si ritorna ai vecchi vizi, e sul piano sociale si sta compromettendo quell’equilibrio trovato nel protocollo del welfare e della sicurezza nella scorsa legislatura. Due leggi importanti che hanno segnato un avanzamento sia per la competitività dell’impresa sia per la tutela del lavoro. Ad esempio – prosegue Damiano - la cancellazione di quella norma che proteggeva soprattutto le donne dalle cosiddette dimissioni in bianco, che venivano in molti casi firmate all’atto dell’assunzione, dimostra che stiamo retrocedendo sul terreno dei diritti. Una norma voluta e sottoscritta da tre ministre Prestigiacomo, Garfagna e Gelmini alle quali domando se non si sentano in dovere di dire al loro governo che cancellare quella norma vuol dire riintrodurre una barbarie nell’ambito delle norme sul lavoro.” L’intervento di Michele Boncompagni, segretario del PD di Sansepolcro ha sottolineato come il tema del lavoro rappresenta un grande valore per il PD e la Buitoni e il momento che sta vivendo, uno dei suoi centri. “Noi consideriamo la grandezza della Buitoni non solo, come dice il nostro sindaco, perché legata alla storia, alla tradizione e alla bontà di coloro i quali vi hanno lavorato, ma soprattutto perché risulta dominante l’apporto culturale e sindacale che i suoi lavoratori hanno dato al nostro territorio. Le battaglie che hanno svolto le maestranze hanno significato una crescita dei diritti dei lavoratori e una coscienza del lavoro quale strumento di crescita e di sviluppo di un territorio. La vertenza Buitoni è prima di tutto territoriale, perché ci rappresenta tutti. “